Scusatemi, animali

By Paola Strocchio • December 19th, 2011

Non mi bastano le dita di mani e piedi per contare le contraddizioni di una vita, la mia. Quella su cui sto riflettendo di più riguarda gli animali. Animali che adoro, animali con cui condivido la quotidianità e che ho raccattato qui e là in tanti posti del mondo. Una cagnolina senza un occhio, l’altro con il ginocchio lussato, l’altra ancora con i denti “segati” da qualche sedicente umano. E altre bestioline ancora, tutte a quattro zampe. Contando quelle delle mia famiglia e quelle dei miei genitori arriviamo a 6 cani e un gatto: Filippo, Camilla, Carolina, Sara, Elena, Tubino e Tigre. Un bel gruppetto, insomma. Senza naturalmente contare quelli che ho avuto in passato e quelli che avrò in futuro, o ancora le gazze, le rane, le cornacchie, le tortore e gli storni che mi vanto di avere “salvato”.

Amo gli animali. Protesto per il loro benessere e per la loro sopravvivenza. Li aiuto. Li raccatto. A volte li umanizzo anche. Litigo per gli animali. Lavoro per gli animali.

Ma ecco arrivare una contraddizione che mi fa male, e che soprattutto ha fatto male a tanti animali. Qualche mese fa ho perso la vista nell’occhio destro. Tutta colpa di una neurite ottica che i medici hanno tentato disperatamente di curare, invano. Tra i tanti farmaci che mi hanno somministrato, anche un medicinale biologico - che non vuol dire “naturale”, ma semplicemente “di sintesi” - fatto in cellule di topi. Topi che sono morti, anche per colpa mia. Topi che hanno tentato di salvarmi la vista, anche se non ci sono riusciti. Topi che non hanno però scelto il loro futuro. La contraddizione più grande arriva qui: tornassi indietro, mi risottoporrei alle stesse identiche cure, pur tenendomi tutti i rimorsi che anche adesso saltano fuori, se solo penso alle crudeltà cui sono stati sottoposti quei topolini incolpevoli.

E allora mi chiedo: amo davvero gli animali? Li amo davvero, se sono stata pronta a sacrificarli in nome del miraggio di una guarigione che non è mai arrivata?

Scusatemi, animali. Scusatemi, perché sono davvero addolorata. Scusatemi ancora, perché il rimorso e il dolore non sono stati più forti del desiderio di tornare a vivere e a vedere.

Comments

Un incantevole oltre che struggente lettera, chissa’ forse non era cosi necessaria scriverla ma evidentemente hai sentito la necessita’ di farlo. Io penso che chiunque avrebbe preso una simile decisione, per il semplice fatto che l’istinto di sopravvivenza e’ insito in ognuno di noi nessuno escluso. Sei una bella persona, l ho sempre pensato e non sara’ questa cosa a farmi cambiare idea. Michele.

 

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